b.log
o.blo
l.ink
m.ail

"D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie,
ma la risposta che dà a una tua domanda." [Italo Calvino]




alpi
ande
appennini
atlantico
fotosintesi
mediterraneo
mitteleuropa
noi matti
pacifico
racconti

bel blog...
sai l'ora?
*loading* passaggi
français
english



| Siena, contrada della Pantera |

| febbraio 2004 |

midable
commenti (1) #




| Frankfurt am Main, garage in centro |

| gennaio 2004 |

[clicca per leggere]

midable
commenti #




| Appennino Tosco-Emiliano, salita al Monte Gennaio |

| marzo 2004 |

midable
commenti #




Otto film a ottomila lire

Chi ha studiato a Bologna negli Anni Novanta non può non ricordare "Otto film a ottomila lire", il fulminante abbonamento del Cinema Apollo. Un'idea geniale che faceva convergere ogni sera centinaia di matricole, fuoricorso, fuorisede e altro in via Ventuno Aprile; li disponeva mansueti ed eccitati in lunghe file, mandrie, bolge. Mille lire un film, altre mille un bombolone caldo o una pizzetta, i trilli e le lucine dei microonde dei popcorn l'odore dolciastro fin sotto lo schermo fino ai titoli di testa. Poi basta, quasi buio, quasi silenzio: Bernardo Bertolucci, Novecento Atto Primo.
E dopodomani, Novecento Atto Secondo.
L'intera faccenda era gestita con pacatezza e determinazione da un intraprendente signore e dai suoi improbabili soci. Lui - lo ricordo magro e alto, elegante di muschio e naftalina, dignitoso nel gilè e giacca scura - stava al banchetto a fare gli abbonamenti e annunciare - all'improvviso con il suo tono nasale - Signori! La prossima settimana il capolavoro di Frensisforcòppola: Apocalisnàu!
E poi la signora biondo-placida dietro al vetro della cassa, dei sedili la peluria bordeaux (o smeraldo?), qualche ragazzotto stordito a controllare i biglietti, un altro bombolone alla crema, tutta una fauna di studentesse e studenti sudaticci e contenti. Un giorno, tàc, basta.
Arrivo là dopo i soliti quarantacinque minuti col trentanove, e già da lontano uno strano vuoto (niente bolgia?), le saracinesche abbassate (siamo così in anticipo?), qualche pallida studentessa, una risatina nervosa (cos'è successo? e quel biglietto cos'è?).
Ecco cos'è, un verbale dei caramba!, "[...] prontamente intervenuti in seguito ad una segnalazione [...] constatavano [...] il pavimento dell'atrio era venuto improvvisamente a cedere, provocando una voragine [...]". Lì per lì - incosciente! - mi sono fatto una risata, sembrava una goliardata o chennesò; stavo a pensare alla serata che era saltata e ai quarantacinque minuti col trentotto che mi aspettavano. Ma in quel momento si era chiuso un capitolo e noi non ce ne rendevamo ancora conto. Il fantastico businness era già sepolto in quelle macerie, e i quattro buffi soci - benefattori! - avrebbero a lungo annaspato, tentando invano di risollevare le sorti della loro magia con le dannate proiezioni del Ciclone di Pieraccioni.
L'anno scorso il cinema ha chiuso i battenti.
Addio Apollo, grazie.


midable
commenti (3) #




A fuoco

Spuntavano scope, scopettoni, ramazze e ombrelli, dal carretto a pedali del vecchietto. Veniva per Irnerio, passava per Riva Reno. Nella foto è appena tornato a casa, a fine giornata. Stavo lì a mettere a fuoco e scegliere l'inquadratura; i due vecchietti sembravano non vedermi neppure e parlavano fra loro una lingua sconosciuta, fatta di poche parole.

| due vecchietti, Bologna, via del Castellaccio |

| 1998 circa |


midable
commenti #




| Repubblica Ceca, Olomouc, pneumatici |

| estate, Anni Novanta |

midable
commenti (2) #




| Valencia, L'Oceanogràfic |

| dicembre 2003 |

midable
commenti (1) #




| Valencia, Museu de les Ciencies |

| dicembre 2003 |

midable
commenti #




| Bologna, spettro in via Azzo Gardino |

| fine XX secolo, doppia esposizione |

midable
commenti (3) #




Noi matti (6)

Due signore di mezza età, a braccetto in piazza, passano sotto il Nettuno. Da dietro, contemplano estatiche le bronzee forme del dio. "Aah... però è un bel pezzo d'uomo!"
Sospirano.

midable
commenti (2) #




| Merano, scale a Maia Alta |

| dal 1898 |

midable
commenti #




Noi matti (5)

A Merano uno va in giro con una borsa di cuoio in mano, e un sorriso soddisfatto. Cammina, ti passa affianco e con le labbra socchiuse, flebile, miagola. "Miao... miaao".
L'ingenuo turista si volta, guarda la borsa chiusa e pensa povero gattino. Tutto qui, lui è contento.

midable
commenti (3) #




| Bologna, piazza Maggiore dopo la pioggia |

| primavera fine anni '90 |

midable
commenti #




Noi matti (4)

Un altro non si è mai visto. Trovi le sue scritte sui muri, la sua minuta grafia. Dicono di una congiura ai suoi danni, ordita da un noto conduttore. Forse per questo non si fa vedere in giro, fa vita notturna e segreta. "Maurizio Costanzo minaccia le donne che mi conoscono".

midable
commenti (4) #




Noi matti (3)

Si incontrava anni fa sull'undici o il trentasei, zona Mezzofanti, piazza Trento e Trieste. Scendeva in centro, non senza aver prima spolverato (gratis), le scarpe di ogni passeggero.

midable
commenti #




| Praga, locandina del concerto degli Sneaker Pimps |

| ottobre 2003 |

midable
commenti #




Noi matti (2)

Se ne va in giro in zona Archiginnasio, Santo Stefano e Indipendenza, una bella barba nera e occhi grandi. Con voce profonda, monocorde e lamentosa: "Signore aiutami sono messo male...". Si dice che abbia più di quarant'anni e sia studente, o che si sia appena laureato con Umberto Eco, o sia proprietario di non so quale villa sui colli.

midable
commenti (2) #




Noi matti (1)

Il più famoso è sicuramente Beppe Maniglia. Ormai un'istituzione della Bologna domenicale, arriva in Piazza Maggiore con la sua moto nera attrezzata con amplificatore e casse, lui vestito di pelle nera e borchie, i lunghi capelli biondi. Sfodera la chitarra elettrica e inizia i soliti pezzi, grandi classici di rock melodico interpretati con sfoggio di echi, ad attirare le folle di provincia tra uno shopping e un bigmec. Funziona. Vende anche le sue cassette, e il ricavato va a qualche associazione benefica.
Fin qui il presente del nostro Beppe Maniglia. Ben più epico il suo passato. Il numero che l'ha reso famoso ed inamovibile dalla piazza, nonché icona indiscussa della virilità felsinea, è quello della borsa dell'acqua calda.
Ai bei tempi -io c'ero!-, d'un tratto tacevano le note melliflue della sua Fender, emergevano i pettorali e un fido assistente gli bendava occhi ed orecchie. Subito il capannello mormorante, poi la folla intorno a lui, e silenzio. Eccolo gonfiare, con la sola potenza dei polmoni, la borsa dell'acqua calda. Uno sforzo sovrumano e prolungato, la gomma spessa si tendeva in un enorme mostro azzurro zigrinato, istintivamente noi ci tappavamo le orecchie - ancora non scoppia! - non è possibile, non ce la fa mica...
E invece poi, pof (solo un misero pof, ma puoi dire c'ero anch'io).
Applauso.



midable
commenti (3) #






oggi
novembre 2008
agosto 2008
febbraio 2008
febbraio 2007
gennaio 2007
luglio 2006
maggio 2006
aprile 2006
gennaio 2006
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
luglio 2003