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"D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie,
ma la risposta che dà a una tua domanda." [Italo Calvino]




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| Memoria (1) |

| Londra, primavera 2001 |

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| Memoria (2) |

| Londra, primavera 2001 |

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| ateismo cristiano a Londra |

| primavera 2001 |

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| Hyde Park, detersivo |

| primavera 2001 |

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| Londra, "Pentitevi!" |

| primavera 2001 |

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E' passato qualche giorno e ormai ce ne siamo fatti una ragione, magari ci siamo anche detti che in fondo quell'altro non era tanto meglio, e poi aveva la faccia lunga e grigia (lascia stare la chitarra, Kerry, non ci incanti!). Però è il caso di ripeterselo: abbiamo di fronte altri quattro anni con Bush.
Non ci si può certo consolare con i risultati delle supplettive a Milano.

Per capire qualcosa di più di queste elezioni, e forse dell'America e degli Americani, vi segnalo sorryeverybody.com, un sito dove alcuni cittadini USA chiedono scusa al mondo per come sono andate le cose. Completo di facce espressive e gadget.

Interessante anche la pagina (www-personal.umich.edu/~mejn/election/) dove Michael Gastner, Cosma Shalizi e Mark Newman dell'Università del Michigan analizzano la distribuzione del voto tra Bush (in rosso) e Kerry (in blu).



A guardare il voto contea per contea, Bush sembra stravincere alla grande, confinando Kerry nelle riserve indiane.
Ma per fortuna quelle riserve hanno nomi simpatici come San Francisco, New York o Boston, e contengono un bel po' di gente. Allora vediamola in un'altra maniera, strizziamo e stiracchiamo gli States, dando alle contee una superficie proporzionale alla popolazione.



Ecco, così va meglio. Ma c'è ancora un sacco di rosso! Be', ma in molte contee Bush (che è rosso, non mi ci abituerò mai) prevale di poco, davvero di un soffio. Allora usiamo anche tutte le sfumature di viola e violino e rossastro e bluetto, et voilà!



L'America come non l'avete mai vista prima (lo ammetto, anch'io stento a riconoscerla).

Che dite, mi sto arrampicando sugli specchi?

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"Hai sentito di Zampedri?"

Tutti abbiamo un ex-compagno-di-classe-delle-medie, a suo tempo esperto di raudi e minerva e cinquantini, stritolatore possente o picchiatore tutto nervi, bocciato più volte e con un fratello in carcere, competente esploratore di cimiteri e case diroccate suburbane. Uno di quelli di piazza San Vigilio, per dire.
Poi un giorno ti trovi suo figlio tra gli alunni della prima (ha già undici anni!), o viene a ripararti il tubo che perde, o finisce sul giornale per qualche storia losca finita male.
Ormai lui ha il suo mondo, tu hai il tuo. Le vostre vite si sono sfiorate anni fa, i due mondi si sono parlati, forse ti ha anche pestato un giorno, senza motivo. Poi il liceo e l'università e il resto ti hanno regalato un mondo protetto, lontano da piazza San Vigilio.
Puoi leggere "Il giardino di cemento" e Carver e Salinger, ma non sarà mai la stessa cosa. (Comunque leggili.)

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| Ring of Kerry |

| settembre 2004 |

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| davanti alla Rocca di Cashel |

| settembre 2004 |

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| Clonmacnoise |

| settembre 2004 |

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| Contea di Donegal, dopo la scuola |

| settembre 2004 |

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| Kilronan, isole Aran |

| settembre 2004 |

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Alcuni consigli per chi va in Irlanda.

1) Se amate la montagna, non lasciatevi illudere da quel 2478 a picco sul mare vicino a Belfast: non sono metri, sono piedi.
2) Se amate il mare, non vi fate ingannare da tutti quegli ombrelloni disegnati sulla vostra mappa: in Irlanda c'è troppo vento per ombrelloni, beachvolley e settimane enigmistiche.
3) Se vi capita di guidare, ricordatevi di tenere la sinistra,
4) fate attenzione ché le strade sono strette e
5) cercate di convincervi che la Volvo che vi hanno dato a noleggio è un po' più larga della vostra vecchia Ypsilon10.
6) Se avete trascurato uno degli ultimi tre consigli (o tutti tre), non vi spaventate, uscite con calma da quel che resta della Volvo dopo l'impatto, sdraiatevi sull'erba e controllate di essere tutti interi.
7) Cogliete ogni occasione per parlare con gli irlandesi, persone cordiali, solidali e socievoli. Dalla signora del B&B vicino alle Skellig Islands fatevi raccontare la storia della sua famiglia sparsa tra l'Oregon e l'Australia. Da Laurence del B&B "Gort na Mona", presso Ardara fatevi consigliare una passeggiata nei dintorni. Al titolare dello "Spar" di Birr chiedete indicazione per i Birr Gardens e il famoso telescopio (aspettatevi in risposta qualche spassosa battuta: "Beer gardens? Yes, I know beer, if you drink enough you'll see stars, planets and whatever you want!").
8) Tenete d'occhio i cani, c'è da divertirsi. Cani pastori disciplinati e adrenalinici si sfogano saltando fili spinati alti due pecore; cani pescatori in libera uscita scorrazzano sulle scogliere a inseguire il ciclo infinito delle onde e delle schiume.
9) Andate a cena prima delle 21. Possibilmente molto prima.
10) Rassegnatevi al kitsch o, se vi piace, godetevelo. Alcuni irlandesi proprio non riescono a trattenersi: vaporosi tappetini fucsia circondano il water, bamboline vestite di pizzi nascondono riserve di carta igienica. Eccetera, non vi voglio rovinare la sorpresa.
11) Rassegnatevi alla vertigine. Scogliere, ponti sospesi, dirupi, sfasciumi pietrosi, rovine di fortilizi preceltici, a picco sulle spume imbestialite dell'oceano.
12) Ultimo consiglio: appena potete, tornateci.

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| oggi il barbiere è a Glenties |

| settembre 2004 |

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| Ulster, Giant's Causeway |

| settembre 2004 |

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| Ulster, Giant's Causeway |

| settembre 2004 |

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| Irlanda, gli altri quattro |

| settembre 2004 |

[passaci sopra col mouse per saperne di più]

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| Galway, il porto |

| settembre 2004 |

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Di ritorno dai Paesi Baschi.

Calici alzati, un brindisi speciale, birra a fiumi! per tutti gli strani animali incontrati in questi dieci giorni di cammino, di volo, di botti e di sussurri.
Agli avvoltoi dei Pirenei, silenziosi ed eleganti compagni di strada nei passaggi più arditi del nostro cammino. Alle pecore con le corna e il pelo rasta, ai piccioni baltici che anche l'anno prossimo, per andare a svernare qualche mese in Andalusia, verranno falcidiati dai cacciatori baschi tra Saint Jean e Roncesvalles (ad alcuni la storia non insegna nulla).
Ai rapaci di Alitalia, che nascondendoci il bagaglio credevano d'indispettirci, e invece ci hanno regalato una Bilbao in festa, pazza e ballerina.
Ai tre colossali tori che dietro una curva del sentiero, tra Roncisvalle e Pamplona, aspettavano giusto noi, un corno a testa, e invece poi - bontà loro - ci hanno lasciato qualche centimetro per passare.
Alle trote fritte (!) che degnamente accompagnavano la pasta più stracotta del mondo, e lo joghurt che completava il rancio, a Roncisvalle.
Alle gazzelle che solcano i viali e i vicoli di Donostia, e si crogiolano - lucertole in bikini - sulla sabbia dell'oceano.
Viva!

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Reading è una tranquilla città lungo il Tamigi, raggiungibile da Londra in un'ora, con un rumoroso treno diesel. I treni, specialmente la sera, sono sporchi: non esistono cestini, perciò le cartacce si lasciano semplicemente sotto i sedili.

Il centro di Reading è capillarmente e mastodonticamente invaso dal centro commerciale "Oracle", lucido e kitsch (gli amanti del genere lo apprezzerebbero, tuttavia non ne troveranno traccia nelle mie foto).

Il quartiere vicino all'Università (unico buon motivo, assieme al Centro Meteorologico Europeo, per andare a Reading) è composto di villette mono- o bifamiliari a due piani, di mattoncini rossi.
Nei cortili e nei giardinetti di queste casette a volte sono parcheggiate vecchie automobili ben conservate, a volte elettrodomestici arrugginiti e scatole di cartone.
I signori del club di bowling, sobriamente eleganti e rilassati, li ho fotografati da un foro della staccionata.
A Oxford (non lontana da Reading) in una vetrina sono esposti alcuni pannolini di stoffa, lavabili ed ecologici. "Tutto il resto è solo immondizia" recita lo slogan.
Londra. A Hyde Park si va a piedi, in bicicletta, con i pattini e persino a cavallo (ci sono apposite piste attrezzate). In un angolo del parco (che è veramente grande) si va per parlare e per ascoltare. Si chiama Speaker's Corner: arrivi lì con una sedia pieghevole o una scatola di legno, ci sali sopra e inizi a parlare; se sei bravo magari dopo un po' c'è un po' di gente che ti ascolta (e ti interrompe, ribatte, ti prende in giro...).
Così può capitare di incontrare, a pochi metri uno dall'altro, un ebreo che canta vecchie canzoni e si commuove, un palestinese che presenta il detersivo Ariel Sharon "per la pulizia etnica dei Palestinesi" e un ateo anticapitalista, silenzioso e immobile.
[Immagini dal Regno Unito, 2001]


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